No, non vi sto invitando a fare pace con i vostri odiosi vicini di casa, anzi: questo è proprio il momento più adatto per sperare che si tolgano definitivamente dalle palle insieme a tanti altri stupidi individui che insudiciano il pianeta.
Coltivate il vostro odio con passione, non sarò di certo io a biasimarvi: lo considero il sentimento più sincero e puro che possa esistere.
La pace a cui mi riferisco è un’altra, ma rivelerò quale tra poco.
Tendiamo erroneamente a considerarci evoluti e civilizzati solo perché abbiamo un profilo su Facebook, ma siamo carenti in tanti aspetti del nostro passato ancestrale, antropologicamente parlando.
Alcune tribù primitive, tecnologicamente molto più arretrate della nostra, conservano un rapporto con la morte quasi di rispetto.
Non la scacciano: la accettano e mostrano nei confronti di essa un’umile devozione.
Nella nostra società, invece, abbiamo individui (che, personalmente, trovo ridicoli) che si sono fatti crionizzare per “ritornare in vita” se e quando la scienza consentirà di rimediare ai danni fisici e cerebrali che li avrebbe condotti alla “morte”.
Saranno più giovani dei propri nipoti e avranno competenze lavorative obsolete o del tutto irrilevanti per la nuova epoca; soprattutto, andranno a incrementare la sovrappopolazione.
Non si sa dove abiteranno, come si relazioneranno con i nuovi individui e come si manterranno economicamente.
Almeno per un attimo, vediamoci un attimo come gruppo e non come singoli individui.
Il gruppo chiamato “umanità” non è a rischio estinzione (anzi…), quindi la natura potrebbe aver scelto l’arma virale proprio per ridimensionare il numero delle singole unità che compongono il nostro gruppo.
Obiettivamente, penso che nessuno di noi possa darle torto: siamo troppi, siamo dannosi e siamo idioti.
Ora avete capito dove voglio andare a parare.
E se facessimo pace con la morte e, ancora di più, con la consapevolezza di essere dei miseri mortali?
E se non vedessimo la morte come un’entità maligna da film horror, atta a privarci di un dono (non richiesto, tra l’altro) che consideriamo spavaldamente prezioso?
Quand’è che ridimensioneremo le nostre manie di grandezza e cominceremo a vederci semplicemente come masse organiche in movimento, anziché patetici cloni di qualche inesistente divinità?
Fare pace con la morte – e non allontanarla il più possibile da noi – sarebbe la nostra più grande conquista in quanto gruppo chiamato “umanità”.
Fantasma Nero
