Obscura – Edgar Allan Poe

Questo bel librone è una raccolta completa di tutti i racconti di Edgar Allan Poe.
Alcuni li devo addirittura leggere per la prima volta perché, nel corso degli anni, mi sono capitate sempre raccolte incomplete e contenenti i soliti racconti più noti.

Poe, insieme a Stephen King e ad Arthur Conan Doyle, fu uno degli autori della letteratura che più mi tenne compagnia durante gli anni dell’adolescenza e oltre.
Di Poe ho sempre adorato le sue atmosfere tenebrose che mettevano a dura prova l’instabilità della psiche umana, quasi a voler intendere che il vero orrore si celava già dentro l’essere umano.
Per riuscire a fare leva su quelle paure bisognava averle vissute sulla propria pelle e Poe, personaggio alquanto controverso, dimostrò ampiamente di non appartenere allo sfavillante mondo della luce.
Egli era un abitante della notte esiliato in un regno che, nella propria esacerbata e ipocrita bontà, feriva molto più di quanto avessero potuto fare le fauci di una belva infernale.

Io mi sento come lui: un clandestino senza fissa dimora in questo mondo che trasuda un illusorio e disgustoso buonismo.
Ora, più che mai, vorrei che su questo pianeta calasse un’oscurità non solo metaforica, ma realmente soprannaturale e agghiacciante.
Vorrei che le colonne che sorreggono il cielo azzurro implodessero e lasciassero spazio a grida agonizzanti in grado di colorare l’orizzonte di fosche tinte rosse.
Non indosso il lenzuolo nero per isolarvi da me: lo indosso per isolarmi da voi.

Fantasma nero

Alla ricerca di una "fantasma" nera

Voglio leccare la tua fica bagnata e dissetare la mia anima inaridita.

Vediamo chi riuscirà ad andare oltre la volgarità (intenzionalmente) manifestata nella prima parte della frase.

Avrei potuto scriverne una completamente in sintonia con il concetto poetico che, di solito, la parola “anima” suscita; probabilmente avrei ricevuto pure qualche like in più.
Però, così facendo, avrei mentito a me stesso e a voi.
Perché io sono così: a volte romantico e a volte lussurioso, sempre in bilico da un estremo all’altro che, proprio per questo, creano un inconsueto equilibrio.
Mi delizia il romanticismo di una passeggiata mano nella mano, di una poesia dedicata, di una cena a lume di candela, di un film che fa divertire, di un gesto galante e seduttivo.
Ma non rinnego il piacere di sentire un corpo nudo sotto (o sopra) il mio, mentre entrambi gemono abbandonandosi all’estasi carnale in una selvaggia e triviale danza che conduce all’orgasmo.

La persona giusta è quella che non fa sentire l’altra sbagliata.
Con la persona giusta tutto ha un sapore diverso, perché con lei non bisogna fingere, anzi: si sono scelte proprio perché condividono quelle diversità che le rendono uniche.
Proprio questo, però, la rende così introvabile, al limite dell’inesistente.
E tutto questo ne accresce la preziosità.

Fantasma nero

La pandemia più devastante

L’umanità, da intendere come agglomerato di persone, è sempre stata così stupida?
Mi verrebbe da dire di sì, altrimenti non saremmo arrivati a sfiorare quota otto miliardi di individui senza alcun controllo demografico e senza progetti a lungo termine.
Forse Internet le ha solo fornito i mezzi per palesarla globalmente e ora risulta ancora più difficile sfuggirle.
O forse è Internet che l’ha ulteriormente istupidita, ma è una teoria che non mi convince.
Fatto sta che il problema rimane e non ha alcuna utilità installare un antivirus sul computer per evitare certi individui.
Non quando, anche nel mondo virtuale, rappresentano ormai la maggioranza.
Pur sentendomi alieno, a volte mi sembra davvero di essere l’ultimo “normale”.

Fantasma nero

Dilemma (teorico) etico e legale

Ho la netta sensazione che questo articolo farà incarognire molte di voi, ma ho deciso lo stesso di rischiare.

Ipotizziamo uno scenario di pura fantasia: non c’è alcun riferimento a me o alla vita reale.
Lui e lei fanno sesso.
Per non concentrarci sul problema sbagliato, ammettiamo che siano sanissimi.
Lei dice che prende la pillola anticoncezionale, così convince lui a farlo senza protezione; lui non vuole figli e lei dice di rispettare quel volere.
Dopo un mese lei gli rivela di non aver volutamente preso la pillola e così è rimasta incinta; che lui decida di far parte di quella famiglia o meno, lei porterà avanti la gravidanza.
Lui si rivolge a un tribunale per imporle l’aborto; lei, ovviamente, si oppone.
Cosa fareste al posto del giudice?

Riconosco il diritto della donna di abortire (anche ben oltre i 90 giorni) in caso di gravidanza dovuta a una violenza o, in ogni caso, indesiderata; in quel caso deve poter disporre liberamente del proprio corpo.
In questo caso, invece, tengo conto del fatto che quel concepimento è stato estorto con l’inganno.
Lo metto alla pari di una violenza vera e propria, solo a parti invertite.
È vero che lei non costringerebbe lui a fare da padre al futuro figlio, ma quel bambino porta in sé il codice genetico di un’altra persona, e quell’altra persona non ha dato il proprio consenso.
Il corpo, incluso quello che contiene all’interno (seme e ovulo inclusi), dovrebbe appartenere solo ed esclusivamente al legittimo “proprietario”, che può decidere se condividerlo o meno.
Quindi, se fossi al posto del giudice, la costringerei ad abortire.

Fantasma nero

Sesso sì, sesso no

Ultimamente, sia nel virtuale sia nel reale, mi sta capitando di avere a che fare con un’ondata di gente bigotta e puritana, se non addirittura asessuata.
È possibile che questa avversione nei confronti del sesso nasconda problematiche psicologiche non indifferenti, ma non nascondo la convinzione che, in molti casi, dipenda dalla frustrazione o da qualche complesso d’inferiorità (forse fisico).
Il pensiero comune di questa gente è che, sopprimere gli impulsi sessuali, sia un modo per rendersi pura agli occhi di Dio (se la castità è dovuta a motivi religiosi) oppure intellettivamente superiori nei confronti dei propri simili.
Personalmente capisco il non voler cedere a vizi dannosi quali droghe o alcolici, ma il sesso dovrebbe essere un istinto innato, quasi indispensabile alla nostra natura di mammiferi.
È come dire che, dall’oggi al domani, m’impongo di smettere di mangiare o di dormire; si può certamente fare, ma non senza serie conseguenze per la propria salute.
Però riconosco di non essere esperto in materia, quindi pongo questa domanda: è salutare o dannoso reprimere gli impulsi sessuali?

Fantasma nero

The Colony

Il film, in sé, non è un capolavoro del cinema, ma vale le pena guardarlo anche solo per l’ambientazione.
A tratti lo trovo addirittura commovente: freddo, neve, isolamento, rifugio sotterraneo, quasi estinzione dell’umanità…
È una fiaba vera e propria.

Avrebbe effetti letali in ogni caso, ma forse l’era glaciale sarebbe meno peggio del riscaldamento globale; di sicuro non mancherebbe l’acqua.

Fantasma nero

Quella volta che, a 16 anni, la mia prof d'inglese mi…

Questo articolo è tratto da una storia vera e contiene un linguaggio sessualmente esplicito.
Per ovvie ragioni non rivelerò né cognome né nome della mia prof d’inglese delle superiori.

Aveva un’età approssimativa tra i 35 e i 40 anni.
Era alta 1,70 metri circa.
Portava i capelli corti, pettinati quasi a spazzola; talvolta sembravano tinti con una tonalità tendente al rossiccio.
Dai lobi pendevano sempre orecchini vistosi.
Si truccava leggermente.
Indossava abitualmente una camicetta leggera che lasciava intuire la forma del seno (a coppa di champagne), una gonna che arrivava alle ginocchia e scarpe con i tacchi.
Mi faceva impazzire la forma della bocca (avete presente l’attrice Vera Farmiga?).

Una mattina come un’altra, a metà lezione, la prof si accorse di aver dimenticato in sala insegnanti alcune fotocopie da consegnarci in vista del compito in classe.
Chiese a una bidella di controllare la classe in sua assenza e a me di accompagnarla per aiutarla a portare le fotocopie.
Usciti dall’aula, e ancora molto lontani dalla sala insegnanti, mi prese per un braccio e mi spinse all’interno del bagno degli insegnanti.
Rimasi in silenzio, non avendo ancora intuito le sue intenzioni.
Appoggiò le proprie mani sulle mie spalle e m’invitò a sedere sul water.
S’inginocchiò e accarezzò avidamente la patta dei miei pantaloni.
Inghiottii nervosamente la saliva, perché temevo che capisse che ero eccitato.
Tirò giù la cerniera e infilò una mano all’interno dei pantaloni.
Tenendolo saldamente in mano, estrasse il mio cazzo duro e cominciò a succhiarlo.
Sentivo la sua lingua leccarlo dalle palle fin sulla punta della cappella.
Chiusi gli occhi e piegai la mia testa all’indietro, pronto a farle ingoiare tutta la sborra che le avrei schizzato in bocca.
Si fermò sul più bello e si alzò.
Pensai: “Troia”.
Si sollevò la gonna, divaricò le gambe e si sedette sulle mie.
Vidi che non indossava le mutandine.
Vidi che aveva la fica pelosa.
Si sfregò fradicia di piacere sul mio cazzo, poi se lo infilò dentro.
Pensai: “E il preservativo?”.
Si mosse velocemente su e giù, tenendo le mani appoggiate sulle mie spalle.
Gemeva silenziosamente, ma ogni tanto faticava a controllarsi.
Io ero completamente in suo potere.
Dopo pochi istanti il mio cazzo schizzò dentro la sua fica un caldo e denso getto di sborra.
Rimanemmo in quella posizione per un paio di minuti, giusto il tempo di riprendere fiato.
Mi baciò sulle labbra, si alzò, ci sistemammo i vestiti in fretta e furia e mi disse di aspettare, perché prima di uscire doveva controllare che non ci fosse nessuno nei dintorni.
A quel punto andammo in sala ingegnanti.

Qualche giorno dopo la fine dell’anno scolastico, quando ormai i giochi erano fatti e si sapeva già chi sarebbe stato promosso, rimandato e bocciato, la lezione d’inglese aveva lasciato spazio al cazzeggio collettivo, complice il caldo che stava preannunciando l’estate.
Ero seduto nel primo banco a farmi gli affari miei, quando il mio sguardo si posò sulle gambe della prof.
Indossava sempre la solita gonna grigia, ma quella volta era leggermente sollevata e si vedeva una porzione di coscia.
In preda a un’incontrollabile eccitazione, le chiesi di poter andare in bagno.
Uscii dall’aula, entrai nei bagni degli studenti e mi feci una sega.
Nel paragrafo precedente potete leggere la fantasia che mi aveva accompagnato in quel momento.

Fantasma nero