1984 – George Orwell

Leggendo 1984 si potrebbe avvertire un lieve senso di smarrimento e angoscia.
Saremmo tentati di dire: “Meno male che non vivo in un mondo così”.
Poi, dopo aver chiuso il libro, torneremmo a pensare alle nostre vite come se niente fosse.
Invece dovremmo avere paura di quella distopia, perché noi viviamo veramente in un mondo così.

La stampa – ormai divenuta la prostituta dei poteri forti (che si chiami Grande Fratello o in un altro modo, importa poco) – controlla la realtà, o meglio: controlla il nostro modo di percepirla.
La stampa non informa: provoca, istiga.
Le importa solo ricevere like, non smascherare nefandezze, non verificare fonti, non operare inchieste investigative.
Adesso è il momento del coronavirus, ma prima di quello ci sono state tante altre cose che potevano ucciderci.
E la cosa divertente è che potrebbero ancora farlo, solo che smettiamo di esserne consapevoli.

Per mesi hanno pubblicato notizie su ponti, gallerie e piloni lesionati e a rischio crollo.
Nonostante i cantieri aperti, quel pericolo esiste ancora.
Prima ancora c’era l’epidemia di morbillo, alternata a quella potenziale causata dall’ebola.
Ogni giorno, tramite piccole imbarcazioni, continuano a sbarcare sulle nostre coste decine di clandestini, quindi l’ebola può potenzialmente arrivare senza problemi in Italia.
È arrivata la primavera con due mesi d’anticipo, si parla già di siccità e dei prossimi disastri ambientali dovuto al cambiamento climatico; eppure anche questo problema, ben più serio dei precedenti, è stato accantonato.
Quando non ci sono notizie degne di nota da pubblicare, invece, si tiene pronto un articolo per condizionare l’opinione pubblica contro il (presunto) terrorismo.

La stampa controlla le notizie e chi legge ha l’errata percezione che avvenga solo ed esclusivamente quello che viene riportato sui quotidiani.
Tanti piccoli Winston Smith sono impegnati a manipolarci ogni giorno, tagliando, cucendo, alterando informazioni create su misura per distogliere la nostra attenzione da problemi più urgenti.
E i lettori come accolgono queste pseudoinformazioni?
Chiamo in causa un termine utilizzato anche in 1984: solipsismo.
La realtà smette di essere oggettiva e diventa conseguenza dell’esistenza dell’osservatore.
Gli eventi a noi estranei divengono pericoli atti a colpirci in prima persona, come se il cattivo di turno ci avesse presi di mira perché siamo i protagonisti unici della vita reale.
Ai lettori importa solo quella parte d’informazione che li coinvolge direttamente, altrimenti è come se non esistesse.

Se avete tanta paura di morire per colpa del coronavirus, vi voglio tranquillizzare: potreste morire ben prima di aver contratto quel virus (che, in teoria, potrebbe non essere nemmeno letale).

Fantasma nero

Autore: Fantasma nero

Il mio indirizzo e-mail è eternomisantropo@mail.com, ma tu non usarlo.
Dico sul serio: non scrivermi in privato.
Ok, se proprio devi… no, non scrivermi lo stesso.

15 thoughts on “1984 – George Orwell

  1. Assolutamente d’accordo. Soprattutto su quello che hai detto della stampa, ma anche sul ridimensionare l’incubo coronavirus. Non ho guardato le statistiche, ma penso siano più i morti per incidenti stradali.

    Like

Leave a comment

Design a site like this with WordPress.com
Get started