Di mis* in mis*

Sono misantropo e misofono.
Avere due mis* nella propria vita non è piacevole.
Non ho scelto di essere né l’uno né l’altro.

Mi sta benissimo essere il primo.
Se poteste leggermi nella mente, vedreste scenari tanto apocalittici da far sembrare quello del coronavirus una primaverile gita in campagna.
Il virus che ho in mente io non darebbe nemmeno il tempo di rendersi conto di stare per morire, e sarebbe letale al 100%.
Ecco cosa significa essere misantropo: esserlo, non interpretarlo indossando una maschera di finta antipatia.
Non pretendo che comprendiate il mio odio.
Ragionandoci su, però, dovete almeno riconoscere che sono coerente con me stesso.

Mi fa star male essere il secondo.
Essere misofono è una conseguenza dell’essere misantropo: quasi ogni emissione acustica emessa dagli umani diventa, a un certo punto, così fastidiosa da farmi provare un rancore così profondo che darebbe vita a uno scenario peggiore anche di quello del virus descritto poche righe sopra.
La misantropia mi spingerebbe a estinguere con gioia l’umanità, ma senza lasciarmi dentro un diretto piacere per la morte dei miei simili.
La misofonia può essere peggiore, molto peggiore, perché l’odio prende di mira una persona ben precisa e la vorrebbe morta; a quel punto sì che riceverei soddisfazione.

La misantropia è facilmente gestibile: basta che me ne stia per i fatti miei e sono a posto.
La misofonia è più gravosa da affrontare perché, anche isolandomi dalle persone, quasi mai riesco a estraniarmi dalle loro emissioni acustiche.
Ho letto alcuni consigli che suggeriscono come provare a risolvere il problema.
Si va dall’essere tempestati continuamente dai rumori fastidiosi, con la speranza di abituarsi a essi.
C’è anche l’immancabile rimedio psicologico: capirne la causa e accettare il problema.
Il primo consiglio è una scemenza e mi fa venire voglia di uccidere chi l’ha proposto.
Il secondo è una scemenza uguale, perché l’unica cosa che mi darebbe soddisfazione sarebbe uccidere chi produce rumore.

Che fare?
Non lo so.
Sicuramente vorrei evitare di sporcare la mia fedina penale (non che la debba esibire chissà dove, ma vabbè…).
Vorrei anche evitare di accumulare rabbia su rabbia, perché lo dice anche il proverbio che poi arriva la classica goccia a far traboccare il vaso.
Ed è meglio che il mio vaso non trabocchi, altrimenti non sarebbe solo la mia fedina penale a sporcarsi…
Saltuariamente riesco a distrarmi, ma queste continue giornate di sole m’impediscono di concentrarmi quanto e come vorrei.

Quindi, boh…

Fantasma nero

Autore: Fantasma nero

Il mio indirizzo e-mail è eternomisantropo@mail.com, ma tu non usarlo.
Dico sul serio: non scrivermi in privato.
Ok, se proprio devi… no, non scrivermi lo stesso.

11 thoughts on “Di mis* in mis*

    1. Se conficcassi un coltello nella schiena di un passante e questo morisse, non ci sarebbe un cadavere.
      Però ho la sensazione che non funzionerebbe.

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