L’Italia che non vorrei

In Italia abbiamo avuto, abbiamo e avremo sempre politici incapaci; è nella nostra natura scegliere di farci comandare da qualcuno che ci rappresenti al 100%.
Divieti e sanzioni vengono decise in base all’umore del momento, senza lungimiranza e pianificazione.
Come dire: puoi fare quello che vuoi, ma solo dopo ti dico cosa è consentito e cosa no.
Peccato che, così facendo, le regole introdotte vengano viste come soprusi che privano l’individuo della libertà personale.
Propongo un esempio pratico.

Il governo decide di chiudere tutto (forse, ma ancora non è certo, pure gli esercizi commerciali e i trasporti pubblici) per evitare il diffondersi del coronavirus.
Poi pensa a risolvere (si fa per dire) eventuali problematiche che emergono in corso d’opera.
Probabilmente non capisco una mazza né di politica né di come si gestisce una nazione, ma ho il vago sospetto che, prima di prendere una decisione così importante, occorra assicurarsi di avere un piano di riserva.
Vuoi chiudere tutto?
Vuoi che i cittadini stiano a casa?
Fallo, ma prima pensa a come la gente riuscirà a mantenersi senza lavorare e senza poter acquistare beni di prima necessità; e cerca di garantire dei controlli accurati, altrimenti le misure preventive non servono a niente.

Pensaci prima, non durante e sicuramente non dopo.
E non affidarti al buon senso degli italiani.
Con certa gente occorre utilizzare metodi dittatoriali, altrimenti non impara la lezione.

Fantasma nero

Autore: Fantasma nero

Il mio indirizzo e-mail è eternomisantropo@mail.com, ma tu non usarlo.
Dico sul serio: non scrivermi in privato.
Ok, se proprio devi… no, non scrivermi lo stesso.

21 thoughts on “L’Italia che non vorrei

  1. Non mi piace fare la maestrina, ma gli antichi Romani, in situazione di emergenza, prevedevano la figura del Dictator, che aveva pieni poteri assoluti, sopra tutto e tutti, ma per un tempo limitato, necessario ad affrontare la situazione. Poi veniva esautorato, per non minacciare la democrazia. Non erano poi così stupidi…

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    1. Ammetto che, vista la “competenza” dimostrata dalla nostra classe politica, non mi fiderei della moderna versione del Dictator.

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      1. Perchè gli antichi sceglievano una persona fuori dalla cerchia dei politici, una persona capace e dotata di cervello, e che non avesse interessi personali in gioco. Loro facevano così… ma erano altri tempi.

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      2. Allora meglio la democrazia delle poleis greche, dove chi decideva veniva estratto a sorte nella popolazione e stava in carica per un limitato numero di tempo (così nessuno si sarebbe mai sognato di fare leggi ad hoc per rubare il più possibile alla comunità).

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      3. Dovremmo potenzialmente affidare le sorti del nostro Paese a un fanatico di calcio che si mette regolarmente in fila per acquistare un iPhone ogni anno e che non conosce la differenza tra congiuntivo e condizionale?
        Meglio colare a picco…

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      4. Mah, io ripulirei ben bene il globo di gente che non merita di starci, così si risolverebbe pure il sovraffollamento globale e, come per magia, ecco che le risorse adesso basterebbero per tutti. che è meglio. 🙂

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  2. “Dovremmo potenzialmente affidare le sorti del nostro Paese a un fanatico di calcio che si mette regolarmente in fila per acquistare un iPhone ogni anno e che non conosce la differenza tra congiuntivo e condizionale?
    Meglio colare a picco…”

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