Giusto o sbagliato?

Ammettiamolo: noi italiani non brilliamo per la nostra lungimiranza, basta vedere le (non) misure adoperate per contrastare, a lungo termine, gli effetti del cambiamento climatico.
Siamo troppo passionali e poco razionali, e andrebbe anche bene se non fosse che, a volte, dovremmo essere esattamente l’opposto.

Da più parti arrivano critiche a Boris Johnson, il primo ministro del Regno Unito, per una recente frase pronunciata in riferimento all’arriva dell’epidemia da coronavirus.
Parliamo di uno che ha avuto le palle di portare il proprio Paese alla Brexit, mentre noi continuiamo a essere dei nullatenenti che s’indebitano pur di far parte di un prestigioso club riservato ai milionari.
Però, ragionando a mente fredda, non ha detto una cosa sbagliata: la gente deve abituarsi a perdere i propri cari.
C’indigniamo perché siamo abituati a nascondere la testa sotto la sabbia e preferiamo una confortante bugia a un’amara verità.
La verità è che, pur con tante belle parole e sforzi sovrumani per sconfiggere la morte, alcuni italiani si dovranno veramente abituare all’idea di aver perso (o perdere) i propri cari.

Il governo ha agito come avrebbe dovuto fare, nel tentativo di non lasciare nessuno indietro.
Anche io dico che ha fatto bene e, probabilmente, avrei preso la stessa decisione.
Eppure…
Eppure, quando la crisi sarà terminata, pagheremo un prezzo salato per questa manovra economica al contrario.
E, detto cinicamente, l’enorme voragine nei conti pubblici non si potrà sanare con i (pochi) soldi racimolati dalle pensioni non più dovute.
Il nostro fragilissimo tessuto sociale si sfalderà ancora di più, ancora più gente perderà il lavoro (o non verrà assunta) e si effettueranno drastici tagli a servizi essenziali già ridotti all’osso.
I sopravvissuti al coronavirus moriranno per un pezzo di soffitto crollato in un’aula scolastica, oppure per aver subito un intervento chirurgico con attrezzature scadenti a logore.

Abbiamo riempito di viveri una scialuppa di salvataggio, ma la falla aperta nello scafo farà affondare la nave.
Sono, siete, siamo consapevoli del futuro nero che ci attende?
La questione è tutta concentrata in un’unica domanda, senza volerci limitare a giudicare la scelta giusta o sbagliata.

Fantasma nero

Autore: Fantasma nero

Il mio indirizzo e-mail è eternomisantropo@mail.com, ma tu non usarlo.
Dico sul serio: non scrivermi in privato.
Ok, se proprio devi… no, non scrivermi lo stesso.

Pianto senza lacrime

Lasciatemi almeno questa: l’illusione.
Lasciate che m’illuda che questa sia la volta buona che l’umanità, finalmente, possa estinguersi.
Lasciate che, come un bambino che ancora crede a Babbo Natale, nutra la flebile speranza che potremmo tutti sparire dalla faccia della Terra.
Lasciate che, prima di tornare alla lacerante disperazione provocata da una società malata, assapori almeno qualche giorno di spensieratezza.

Voi state male per una settimana di vita casalinga?
Io sto male da anni (ANNI), a causa della vostra (in senso generico) presenza.
Da anni vi sopporto, mi logoro, mi consumo, annichilisco la mia anima, litigo contro l’inciviltà, mi trattengo in sfoghi testuali perché la legge protegge gli idioti.
State male per una decina di giorni di ozio?
Cazzate.
Provate voi a reggere a migliaia (MIGLIAIA) di giorni di ostentata maleducazione, di allucinogeni festini serali, di notti rubate alla pace, di idilliache passeggiate deturpate dai passi di tanti prepotenti Attila.
Provate voi a resistere al suadente richiamo della morte, l’unica essenza femminile in grado di leggere tra le pieghe della mia anima.

Ma non temete: già a Pasqua tornerete a insudiciare le strade, incolonnati in uno stile di vita che vi rende schiavi dandovi la parvenza di essere padroni delle vostre vite.
Sprecherete il vostro tempo in vacanze, ponti, fine settimana, feste, scampagnate, gite.
Vi lamenterete per il troppo che – ingiustamente – avete, pretendendone sempre di più.
E poi sarà subito estate e vi godrete il tanto sospirato caldo, mentre a me non è stata nemmeno concessa l’opportunità di rilassare i nervi per colpa di un inverno assenteista (che la vostra scellerata irresponsabilità mi ha sottratto anzitempo).

Voi sopravvivrete al coronavirus, al quale bacerei le mani per avermi donato qualche giorno di commovente speranza.
Io non so quanto ancora riuscirò a sopravvivere a voi: voi, il vero male incurabile.

Fantasma nero

Autore: Fantasma nero

Il mio indirizzo e-mail è eternomisantropo@mail.com, ma tu non usarlo.
Dico sul serio: non scrivermi in privato.
Ok, se proprio devi… no, non scrivermi lo stesso.

Incoronato Re

Quanto poco manca
ai dì dei passi lenti
degli inarrivabili tramonti
degli infausti cieli azzurri?
Quanto poco manca
agli epidemici schiamazzi
ai sorrisi impollinati dalle Mele
all’andirivieni di anime penitenti?

Ti supplico
Salvatore dei Feretri Piangenti
Messia delle Camere Ardenti
Santo protettore della Pace Eterna

liberaci dal Male chiamato Umanità
debella la speranza con la tua amara carezza
fa’ che il silenzio giunga e riecheggi assordante
come unico lascito della nostra virale presenza.

© Fantasma nero

Autore: Fantasma nero

Il mio indirizzo e-mail è eternomisantropo@mail.com, ma tu non usarlo.
Dico sul serio: non scrivermi in privato.
Ok, se proprio devi… no, non scrivermi lo stesso.

Grinch: se lo conosci lo (mi) eviti

Al contrario di quanto scritto in un articolo di qualche giorno fa, non credo di essere ancora pronto per una nuova relazione sentimentale.
Forse, in tutta onestà, non lo sarò mai, almeno fino a quando non troverò qualcuna che abbia la mia stessa visione di relazione sentimentale (oltre ad altre centinaia di requisiti caratteriali che la facciano sembrare la controparte femminile del Grinch…).

Perché la lei di turno si aspetta regolarmente che cambi e che mi adatti alla situazione?
È come se, ogni volta, finisse con questa frase: “Quando ti deciderai a crescere?”.
Dico sempre di essere poco incline ai mutamenti caratteriali: è una cosa che premetto subito, proprio per evitare spiacevoli delusioni in seguito.
Posso provare a limare qualcosa nel mio piccolo, ma non ad alterare la mia natura.
Quando non corrispondo più all’ideale che lei si era fatta di me, arriva la disfatta: divento quello che non si sa impegnare, che non capisce i suoi bisogni, che non vuole incontrarla a metà strada, che non accetta le bugie, che è un immaturo che dovrebbe andare con le ventenni (senza offesa per le ventenni).
Ma non fingo mai di essere un altro, non mi nascondo dietro l’apparenza e non mi servo della compiacenza per adescare chicchessia.
Io, più misantropo del Grinch stesso, non devo fare niente per nessuna.
Voglio piacere rimanendo me stesso e voglio che anche la lei di turno mi piaccia per quella che è.

La società (e la lei di turno) dice che, alla mia età, dovrei essere maturo per una relazione sentimentale “adulta”.
La penso diversamente: mi è sufficiente essere maturo quel tanto che basta per capire che non sarò mai “adulto” in tal senso.
Posso permettermi di infischiarmene anche di un giudizio negativo, perché non considero indispensabile la vicinanza di una compagna per il resto della vita.
Se ci fosse non mi dispiacerebbe, ma rinuncerei alla mia amata solitarietà solo se ne valesse davvero la pena.
Non svendo né me stesso né i miei principi per una presenza che, in fin dei conti, potrebbe togliermi più di quanto potrebbe darmi.
A quel punto potrei tranquillamente cercare qualche scopamica o giocare a fare il daddy di qualche little girl e, tra una relazione occasionale e l’altra, preserverei la mia libertà.

In una relazione sentimentale – almeno per come la intendo io – cerco esclusivamente l’intensità emotiva, i gesti e le parole che fanno battere i cuori e che tolgono il respiro quando l’altra metà della coppia è assente.
Cerco le timide sensazioni adolescenziali della prima volta, lo slancio della passione, la paura di osare troppo e la successiva eccitazione nel vedersi ricambiata la stretta di mano.
Non m’interessa l’aspetto “burocratico”, quello fatto di crescita di coppia, di confronto e compromesso, di dialogo, di parte attiva in una società che estinguerei col sorriso sulle labbra e provando pure l’orgasmo.
Verrei assalito dalla noia se affrontassi tutti questi passaggi, quindi li evito volutamente.
Non voglio sposarmi, non voglio avere figli, (forse) non voglio nemmeno convivere: perché dovrei accollarmi tutti quei problemi tipici di una coppia “adulta”, sapendo di non riuscire a gestirli?

Il mio intento si riassume tutto in una frase che utilizzo spesso quando mi trovo al cospetto di una lei che mi piace: “Voglio scopare il tuo corpo e ingravidare la tua anima”.

Fantasma nero

Autore: Fantasma nero

Il mio indirizzo e-mail è eternomisantropo@mail.com, ma tu non usarlo.
Dico sul serio: non scrivermi in privato.
Ok, se proprio devi… no, non scrivermi lo stesso.

Destinazione matrimonio (spoiler)

Ho deciso d’intentare causa contro gli sceneggiatori del film Destinazione matrimonio, perché hanno raccontato la mia vita senza chiedermi l’autorizzazione.
A loro discolpa posso dire che, essendo misantropo, non avrei concesso loro il permesso di sfruttare commercialmente le mie frasi migliori, quindi hanno fatto bene.

Lui è un misantropo, lei è una misantropa.
S’incontrano all’aeroporto, in attesa di prendere l’aereo che li condurrà alla meta: il matrimonio del fratello di lui, nonché ex di lei.
L’evoluzione del loro rapporto segue uno stereotipo prevedibilissimo: si stuzzicano, si sopportano, si apprezzano (come potrebbero apprezzarsi due misantropi incalliti), si piacciono (come potrebbero piacersi due misantropi incalliti) e fanno addirittura sesso (come farebbe qualunque essere umano).
Lui sembra leggermente più razionale e freddo di lei, quindi c’è un leggero squilibrio nel livello di cinismo esternato.
La motivazione risiede non solo nelle differenti esperienze di vita (quella di lui lievemente più traumatica), ma anche nel conseguente sviluppo emotivo: lui sente di non essersi mai innamorato, mentre lei soffre ancora per essere stata lasciata dall’ex.
Quest’ultima arriva anche al punto di fantasticare sul possibile ruolo di madre (hanno fatto sesso senza precauzioni, quindi è tutto lasciato al caso).
Purtroppo il finale – scontato – rovina tutto, ma presumo che l’intento fosse proprio far capire che, quando s’incontra la persona giusta, anche la misantropia mostra i propri (pochi) limiti.

Il film è divertente e, inutile che lo dica, mi sono rivisto in molti dialoghi dei protagonisti.
Chi non è misantropo, però, potrebbe non comprendere l’ironia insita in certi ragionamenti perché, per un misantropo, quel modo di pensare è serio e coerente.

Incontrerò mai una misantropa fatta su misura per me?

Fantasma nero

Autore: Fantasma nero

Il mio indirizzo e-mail è eternomisantropo@mail.com, ma tu non usarlo.
Dico sul serio: non scrivermi in privato.
Ok, se proprio devi… no, non scrivermi lo stesso.

Posso dirlo?

Ci godo.
Ci godo e spero che duri il più a lungo possibile.
Ci godo che certa gente stia patendo la solitudine, perché è la stessa che, nel corso del tempo, mi ha sempre deriso chiamando asociale, cavernicolo e misantropo.
Certo che lo sono, ma il perché è sempre stato considerato un elemento irrilevante.
Meglio sparlare, denigrare, insultare.
Ero quello che trovava fastidioso il baccano creato da incivili di merda.
Ora questi incivili di merda sono costretti al silenzio (si fa per dire, visto che rompono i coglioni pure con i flash mob musicali).
Ora andatevene a fanculo.
Patite.
Soffrite.
Crepate pure: non sentirò minimamente la vostra mancanza.

Fantasma nero

Autore: Fantasma nero

Il mio indirizzo e-mail è eternomisantropo@mail.com, ma tu non usarlo.
Dico sul serio: non scrivermi in privato.
Ok, se proprio devi… no, non scrivermi lo stesso.

Intricato pensiero in un sabato pomeriggio che, anche senza la quarantena nazionale, avrei comunque trascorso a casa perché sono misantropo e odio a morte la gente

Ho finito il sugo.
E ora?

Fantasma nero

Autore: Fantasma nero

Il mio indirizzo e-mail è eternomisantropo@mail.com, ma tu non usarlo.
Dico sul serio: non scrivermi in privato.
Ok, se proprio devi… no, non scrivermi lo stesso.

Coraggio…

Tra l’inevitabile giornata soleggiata e l’ottimismo esasperante (basta guardare la mole di arcobaleni con la scritta “Andrà tutto bene” che è comparsa pure su WP), devo in qualche modo cercare di tenere alto il morale e non perdere mai la speranza.

Fantasma nero

Autore: Fantasma nero

Il mio indirizzo e-mail è eternomisantropo@mail.com, ma tu non usarlo.
Dico sul serio: non scrivermi in privato.
Ok, se proprio devi… no, non scrivermi lo stesso.

O’ sole mio

Ce rutt o’ cazz.
Se il buongiorno si vede dal mattino…

Considerata la mia attuale avversione per la luce, stavo pensando a questo: non sarebbe una fregatura se, dopo essere morto, avvistassi quella famosa luce in fondo al tunnel?
Probabilmente resusciterei solo per lamentarmi, con i piani alti, della pessima gestione dell’Aldilà.
Poi, ovviamente, morirei di nuovo, ma sarei finalmente al buio.

Fantasma nero

Autore: Fantasma nero

Il mio indirizzo e-mail è eternomisantropo@mail.com, ma tu non usarlo.
Dico sul serio: non scrivermi in privato.
Ok, se proprio devi… no, non scrivermi lo stesso.

Una fine annunciata

Non sono fatto per vivere in questo mondo.
Penso alla gente che, nonostante tutto, non si lascia abbattere.
Penso che, prima o poi, la situazione tornerà alla normalità.
Penso a tutto questo e mi deprimo.
Di solito mi arrabbio, ma non mi deprimo mai; stavolta è diverso.
Non riesco ad accettare che niente riuscirà a cambiare lo status quo, la società, la gente.
Andremo avanti sempre compiendo gli stessi gesti e seguendo le solite abitudini.
Certo, qualcuno morirà di tanto in tanto, ma le morti verranno rimpiazzate da molte più nascite, e la situazione peggiorerà ulteriormente.
Per me è una sofferenza mentale vivere in questo mondo.
Forse non ho (ancora) preso il coronavirus, ma sto lo stesso morendo.

Fantasma nero

Autore: Fantasma nero

Il mio indirizzo e-mail è eternomisantropo@mail.com, ma tu non usarlo.
Dico sul serio: non scrivermi in privato.
Ok, se proprio devi… no, non scrivermi lo stesso.

Design a site like this with WordPress.com
Get started