DDLG è un acronimo che sta per Daddy Dom/Little Girl.
Si tratta, in poche parole, di una relazione simulata e non ha niente a che fare con l’incesto (anche se, presumo, nulla vieta d’interpretarla in questo modo).
Se le due parti acconsentono può sfociare in un rapporto sessuale, ma non è il fine ultimo.
L’obiettivo principale è la sottomissione completa (sia fisica sia mentale) della girl per opera del daddy dominante.
Il daddy può legare la girl, metterle un collare, farle indossare indumenti infantili, umiliarla, bendarla, ingabbiarla, schiaffeggiarla, sculacciarla, graffiarla, cullarla, farle succhiare le dita e via dicendo.
Ci sono molte varianti che, avendo io esperienza limitata in tal senso, forse non conosco nemmeno.
Ovviamente, essendo una simulazione, non si tratta di un abuso vero e proprio.
Non c’è né esclusività né obbligo morale di mantenere il proprio ruolo.
La girl, in genere, può pure avere più di un daddy e il daddy essere un uomo sposato.
Le eccezioni (e gli stupidi) ci sono sempre ma, ipotizzando di rispettare le regole e l’altra persona, nessuna parte coinvolta subisce maltrattamenti forzati, permanenti o che ne minino l’autostima e l’indipendenza.
È un gioco di ruolo a tutti gli effetti e si può smettere quando si vuole.
Tra daddy e girl c’è sempre una certa differenza d’età, ma non è indispensabile che lui sia un uomo maturo e lei molto giovane.
Se non ho capito male, e tanto per fare un esempio, penso si possa simulare il DDLG anche se lui ha 25 anni e lei 24.
Nella mia prima volta come daddy, lei ne aveva 21 e io 41.
In quel periodo (meno di cinque anni fa), avevo l’immancabile blog e profili vari (Twitter, Facebook, Tumblr, Google+ e via dicendo); utilizzavo la mia identità reale.
Un giorno, su Twitter, mi scrisse in privato una ragazza residente in Inghilterra; era mezza italiana e mezza inglese.
Mi rivolse questa domanda: “Do you want to be my daddy?”.
All’inizio pensavo fosse in cerca di una figura paterna (e, forse, soldi), così la liquidai con un perentorio no.
Mi mandò una foto del proprio culo (indossava degli slip rosa con i gattini) e scrisse: “I was a bad girl. Don’t you want to punish me? Spank me daddy, pleaseeeeeeee”.
“Ma che cazzo vuole ‘sta qua?”, fu il mio pensiero in quel preciso momento.
Però, tutto sommato, aveva un bel culo, così le risposi: “Ok, i’ll punish you”.
Non avevo la benché minima idea di come avrei dovuto punirla, ma finsi di stare al gioco.
Dopo pochi minuti, visto che non avevo capito una mazza di quello che avrei dovuto scrivere, si stancò di me e non rispose più ai messaggi privati.
Controllai il suo profilo, per capire in che modo fosse giunta a me.
Nel mio avevo semplicemente scritto che ero un uomo adulto, single, etero e in cerca di compagnia femminile (che poteva essere semplice amicizia o qualcosa di più serio).
Sì, tra i miei contatti c’erano pure ragazze disinibite (per usare un eufemismo…), ma quella storia della punizione non era mai saltata fuori prima di quel momento.
A un certo punto, in sempre più profili, vidi comparire questa sigla: DDLG.
Mi si aprì un mondo di fronte agli occhi.
Cercai informazioni in Rete e scoprii i particolari di questo gioco di ruolo.
Aggiunsi ai miei contatti ragazze che, nelle rispettive descrizioni, riportavano la dicitura DDLG.
Mi sembrava una cosa tutto sommato innocente ma, per evitare seccature, evitai le minorenni (e ce n’erano taaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaante…).
La mia età anagrafica era un vero e proprio lasciapassare per insinuarmi nelle loro grazie; quando si rendevano conto che ero impedito, però, mi sbattevano la porta in faccia.
Il problema non era come scrivere, ma cosa.
Tentai in tutti i modi di essere creativo ma, non avendo pratica, non potevo mascherare le mie lacune.
Ok, ti metto la mano intorno al collo come se volessi soffocarti.
Ok, t’infilo le dita in bocca fino alla gola.
Ok, ti strattono per i capelli.
Ok, ti sculaccio.
Ok, ti dico che sei la mia troia.
Ok, ma… perché dovevo farlo?
Non erano gesti che mi venivano naturali; in realtà non ne capivo proprio il senso, perché non riuscivo a entrare nella mentalità della girl.
Quando mi è capitato d’interpretare la parte del daddy, è sempre stata la girl a suggerirmi cosa voleva che le dicessi.
Una volta va bene, due anche; poi la girl si rompe perché pretende di essere sottomessa, quindi l’iniziativa ricade unicamente sul daddy.
Se non c’è spontaneità, anche il coinvolgimento mentale rischia di venire meno.
Centinaia di contatti dopo (e frasi che sono riuscite a mettere in imbarazzo persino me…), diciamo che ora posso considerarmi almeno un daddy di bronzo.
Non aspirando all’oro, penso proprio che mi accontenterò.
Ho conosciuto (virtualmente) tante girl su Twitter.
Su Tumblr, prima che vietasse il porno, c’era un vero e proprio esercito di ragazze 1*/2*enni, le quali dichiaravano un’età mentale molto inferiore a quella anagrafica.
Nei rapporti reali – e ben prima di conoscere il mondo DDLG – non sono mai andato oltre al nomignolo “papi”; anche in quel caso, però, si è sempre trattato di un rapporto alla pari.
Non ho mai provato un vero e proprio DDLG dal vivo ma, vedendomi impacciato anche in chat, credo che nella realtà non sarei da meno.
Come in altri contesti sociali (sessuali e sentimentali), ci sono ragazze che ti fanno sentire a tuo agio e altre che forzano la situazione; penso che occorra una sorta di predisposizione per certe pratiche.
C’è da dire che, essendo un rapporto che può essere basato anche sulle semplici coccole, a volte è pure molto piacevole e rilassante.
In alcuni casi mi sono veramente affezionato alla girl di turno, anche quando non c’è mai stato alcun tipo d’interazione sessuale.
Da un punto di vista psichiatrico non so se il DDLG vada classificato come perversione, parafilia o altro tipo di disturbo della sfera sessuale.
Non ho idea se sia una cosa della quale dovrei vergognarmi o se ne possa discutere apertamente come ho fatto ora.
Per quanto mi riguarda, fino a quando non si coinvolgono in pratiche perverse bambini e animali (ma anche adulti non consenzienti), si può fare quello che vuole.
Se provoca sensazioni piacevoli non può essere una cosa tanto brutta, no?
Fantasma nero
Autore: Fantasma nero
Il mio indirizzo e-mail è eternomisantropo@mail.com, ma tu non usarlo.
Dico sul serio: non scrivermi in privato.
Ok, se proprio devi… no, non scrivermi lo stesso.
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