Pur amando la solitarietà (termine che sta a indicare la solitudine per scelta), ogni tanto – coincidente col mio plenilunio umorale – abbisogno di uscire dal mio letargo sociale e intrecciare qualche interazione mentalmente stimolante; nel caso specifico, è da ricondurre a uno scambio di pensieri in forma esclusivamente privata, che sia sotto forma di e-mail.
Come un cane da tartufo, passo al setaccio i siti preferiti (ma ne cerco anche nuovi): dopo un paio d’anni d’assenza, la scelta ricade su un sito di amici per corrispondenza.
Conosco bene l’utenza media che lo frequenta, quindi so già di dovermi aspettare mediocrità in gente che vive molto male la propria solitudine; non per questo, però, devo tradire me stesso.
Pubblico il mio annuncio, come sempre molto dettagliato ed espresso in un italiano il più semplice e preciso possibile.
Elenco una serie di caratteristiche che ricerco tassativamente nella persona che sceglierà di contattarmi: femmina, colta e altri requisiti che non indico perché potrebbe ricondurre alla mia vera identità.
Nell’annuncio mostro già da subito quali sono i miei aspetti caratteriali più spigolosi, così da non illudere nessuna.
Non m’interessa fingere di essere chi non sono per aumentare la mia visibilità: cerco solo qualcuna che mi apprezzi nel mio essere spontaneo (nel bene e nel male).
Tra me e me penso che non mi scriverà nessuna.
Sono stato rigidamente selettivo per due ragioni precise: per evitare perdite di tempo da ambo le parti e per applicare un filtro iniziale (se non sei in grado di comprendere quello che scrivo e trovi complicato concentrarti su un testo lungo, allora le tue facoltà cerebrali sono ridotte all’essenziale, quindi non fai per me…).
Trattandosi di corrispondenza privata, penso di avere il sacrosanto diritto di decidere a chi dedicare il mio tempo e affidare i miei più intimi segreti; ho scritto una fesseria?
In un blog pubblico accetto d’interagire con tutti (anche in maniera critica), ma privatamente posso imporre dei limiti o no?
Trascorrono pochi minuti e ricevo già le prime e-mail.
Sono ragazze/donne (non precisano l’età) che confessano candidamente di non possedere i requisiti richiesti, e lo fanno pure in un italiano infarcito di errori e punteggiatura generosamente elargita a casaccio.
Avendo scritto che non avrei replicato in mancanza di requisiti, mi comporto in maniera coerente: cestino all’istante senza fornire spiegazioni.
Giungono i primi insulti pubblici all’annuncio: mi accusano di essere troppo selettivo e di non saper scendere a compromessi; certo, l’ho anche precisato nell’annuncio, quindi perché cascano dalle nuvole?
Qualcuna si azzarda a dire che sono un fake solo perché non rispondo alle e-mail; anche qui, se anticipo che non rispondo in mancanza di requisiti, perché ti aspetti lo stesso una risposta?
Me ne frego e li lascio parlare: il silenzio è il metro di misura della considerazione che nutro nei loro confronti.
Trascorre una settimana, cancello l’annuncio e ne pubblico uno nuovo; anch’esso è molto dettagliato e sfrutta tutti i caratteri che il form mi mette a disposizione.
Vengo nuovamente contattato da ragazze/donne che non posseggono i requisiti richiesti, vengo nuovamente bersagliato pubblicamente da insulti immotivati e infantili; nuovamente, li ignoro tutti e procedo dritto per la mia strada.
C’è questa tipa che mi scrive quattro o cinque volte; se avessi fatto io una cosa simile, che sono un maschio, avrei già trovato i carabinieri sotto casa…
Mi dice di non riuscire a sopportare la solitudine, ma io non sono lì per alleviare il dolore di chicchessia.
Al quarto annuncio ricevo finalmente la risposta che cercavo: una ragazza in possesso di tutti i requisiti richiesti si palesa ai miei occhi.
Mi dà del voi, quindi rispondo allo stesso modo; non potete nemmeno lontanamente immaginare quanto mi elettrizzi mentalmente scrivere in quel modo.
Ammette di avere 16 anni (a voi dico solo che io ne ho più di 40), ma non mi pongo il problema perché so di non avere secondi fini.
Quant’è bello leggere quello e come lo scrive…
Si esprime con un’eleganza e uno stile che non ho mai intravisto nemmeno nelle mie coetanee (anzi…); non di lei, ma della sua scrittura m’innamoro all’istante.
Finalmente trovo colei che stavo cercando.
Non è una vera e propria musa, ma una corrispondente alla pari (e, in una certa misura, addirittura superiore a me).
Alla seconda e-mail mi manda una sua foto, anche se non l’ho richiesta.
È sicuramente carina, ma non le dico niente e, soprattutto, non le mando la mia: potrebbe pensare che voglia provarci e scapperebbe via.
Ci credete che, da un punto di vista puramente mentale, ero già gratificato così?
Non fantasticavo su nulla, non mi ero creato né illusioni né fantomatiche aspettative. Io scrivevo un’e-mail, lei scriveva un’e-mail: può sembrare poco, ma per me andava bene così.
Alla terza e-mail mi rivolge una domanda che mi spiazza e mi chiede se, in futuro, ci potrà essere la possibilità di considerarla la mia ragazza.
A quel punto capisco perché mi aveva mandato una foto.
Rispondo nella maniera più diretta e sincera possibile e spiego che, se anche iniziassi a provare dei sentimenti nei suoi confronti, li terrei per me, perché mi sentirei in imbarazzo a frequentare una ragazza che potrebbe essere mia figlia.
Le racconto pure delle mie esperienza passate, per motivare il mio diniego.
Può sembrare paradossale, ma sarebbe stato meno peggio se mi avesse chiesto di fare sesso: per quello bastano attrazione fisica e una buona dose di ormoni, ma una relazione seria implica, per arrivare a un esito almeno soddisfacente, troppe variabili.
Convinto di ricevere la sua approvazione (una parte di me pensa che mi abbia voluto mettere alla prova sgamando, con quella domanda, un mio subdolo tentativo di portarmela a letto), mi riserva invece parole fredde e amareggianti avvisandomi di voler troncare lì la corrispondenza.
Che bello…
Cerco di farle capire che non ho losche intenzioni ed è lei, invece, ad averle.
Penso di avere diritto a una risposta, ma mi liquida con il video di una canzone malinconica.
Come sempre mi capita in queste occasioni, mi lascio andare ai miei soliti film mentali.
Comincio a sospettare che, sotto sotto, forse non era intenzionata veramente ad avviare una relazione sentimentale con me.
Forse voleva solo sentirsi desiderata, per poi rispondermi: “Ma chi ti vuole, vecchio pervertito!”.
Ne ho già conosciute ragazze così, quindi perché escludere a priori la validità di questa teoria?
Una parte di me comincia a fissarsi su questo pensiero e, complice il senso di vuoto che provo a causa della sua mancanza, pubblico un secondo e un terzo annuncio, rivolgendomi a lei in maniera indiretta.
Non possono mancare gli immancabili insulti di gente che sguazza nella melmosa palude della solitudine; che ci affoghino pure, ho altro a cui pensare.
Abbocca all’esca, ma solo per impormi di smetterla di cercarla, anche se indirettamente.
Così, ahimè, ho fatto, ma si è rivelato un pesante sacrificio.
Visto che lei non ha modo di leggere quello che sto scrivendo qua, credetemi se dico che, se avessi avuto un secondo fine, avrei risposto affermativamente alla sua richiesta.
Me ne sarei potuto fregare dei suoi sentimenti, spassarmela per soddisfare i miei porci comodi e poi lasciarmela alle spalle.
Ma non l’ho fatto perché mi piaceva davvero quel suo modo di scrivere, così intenso e sublime da catapultarmi nelle vesti del protagonista di un romanzo di Goethe.
La nostra corrispondenza privata era l’alchimia mentale perfetta, la pietra filosofale dei rapporti epistolari.
Avendo frequentato anche qualche mia coetanea, posso confermare che maturità mentale ed età anagrafica non sempre evolvono di pari passo.
Era molto giovane ma anche molto matura e colta per quell’età.
Non aveva lo smartphone e, come amici, c’erano solo i libri; probabilmente si sentiva un’aliena tra i propri coetanei, quindi avevamo in comune anche questa sorta di doppio legame con il nostro essere solitari.
E poi che bello ricevere la notifica riportante quel suo nobile nome (che non rivelerò), così fortemente legato alla sacra arte della scrittura.
Parlando unicamente per me, ho percepito la nostra come una connessione tra anime affini.
Immaginate di prenderle e di sovrapporle: ne vedreste solo una, tanto sono coincidenti le loro sagome.
Pensate che sia ridicolo che un 4*enne possa appassionarsi alla scrittura di una 16enne, arrivando addirittura a innamorarsene (della scrittura, non della ragazza)?
A me, purtroppo o per fortuna, è successo.
Ho assaporato la dolcezza della sua presenza e l’amarezza della sua perdita.
Sono abbastanza cresciuto da riuscire a sopportare questo tipo di dolore, ma non così tanto da rimanerne indifferente.
Perché è nata così tardi?
Questo blog è stato aperto in suo onore, con lo stesso username con il quale ho avuto modo di conoscerla: eternomisantropo (anche se WordPress ha aggiunto quell’art finale che non c’entra niente).
Al blog è associato l’indirizzo e-mail in suo possesso: forse, inconsciamente, l’ho fatto per non chiuderlo e lasciarle la possibilità di tornare.
Naturalmente sfrutterò questo spazio per affrontare anche altri argomenti e, perché no, per trovare un’altra “pietra filosofale”.
Fantasma nero
Ciao Fanstasmanero, innamorarsi di una mente e non di un corpo è un desiderio che se/quando avverato appaga maggiormente di un rapporto strettamente fisico. Probabilmente per quanto matura possa essere una ragazza, e dimostrare mentalmente più anni di quelli anagrafici, le rimane la curiosità di prendere per mano quella mente così vicino alla sua.
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Non ne ho idea.
Le ho anche detto chiaramente che non doveva privarsi di niente: poteva cercare una relazione altrove e mantenere la corrispondenza con me.
Non ha accettato.
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sconfinate le strade della mente umana…
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Sai quante donne scrivono mail a uomini mentendo sulla loro età e mandando foto non vere? Non so che esperienza hai delle donne ma devo dirti che probabilmente quella ragazzina che hai visto in foto non era lei. Le hai mai chiesto di vederla in cam e parlarle in video? Presumo di no. Quindi hai abboccato al suo amo. Ecco perchè ti sembrava matura per la sua età. Una persona che si dice innamorata di te non sparisce in questo modo ma almeno chiede di conoscerti dal vivo e avere un confronto a quattr’occhi. Mi spiace dirti tutte queste cose ma a vilte è meglio sapere la verità piuttosto che rimuginare su un’illusione. E se tu l’avessi davvero amata avresti preteso di vederla e verificare ( almeno a distanza) se fosse davvero una ragazzina. Probabilmente la foto l’ha presa da google, come fanno tante donne. E gli uomini ci cascano sempre. Quindi se continui a scrivere annunci sii più chiaro sull’età ( escludendo le minorenni) e lasciala stare . Non era che un fake. Mettiti il cuore in pace.
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Veramente sono io che ho rifiutato di vederla.
Comunque non mi ha mai detto di essere innamorata di me.
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Allora la cosa è ancora più strana, visto che dopo ti ha chiesto se poteva essere la tua ragazza. Per essere la tua ragazza si presuppone che avesse un sentimento per te. A meno che non lo facesse per soldi o per altro motivo. Ci son pure ex che si fanno falsi profili e si vendicano. Ci son ragazze che hai rifiutato che magari l’hanno detto all’amica per proporsi e poi lasciarti in bianco. Le ipotesi son varie. Ma siccome ti dico che molte donne si fingono donzellette su internet faresti bene ad appurare che fosse una donna ( molti uomini si fingono donne, specialmente gay e trans, sappilo) e che fosse chi diceva di essere, ossia una minorenne. Non dovevi per forza presentarti ( col rischio che ti fotografassero con una minorenne e mettessero la foto in giro su tutto il web) ma magari guardarla appunto da una certa distanza. Voi uomini vi fidate troppo e cadete sempre nelle reti. Dovete essere più diffidenti e accorti a verificare la vera identità delle persone.
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No, ha chiesto solo se, in futuro, si poteva prendere in considerazione la possibilità di mettersi insieme.
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E tu non le hai chiesto su quale base potevate mettervi insieme? Lei cosa si definiva? Tua amica? Tua consigliera? Tuo sogno proibito? Le hai mai chiesto cosa sentiva per te😣
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Dopo che le ho dato la risposta negativa, ha evitato ogni tipo di confronto.
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Quindi oso supporre che tutte le mail che ti ha scritto sono servite solo a quell’obiettivo, ossia a convincerti ad avere una relazione con lei.
Sai mi viene in mente un romanzo che ha per tema proprio il rapporto tra uno scrittore agè e una ragazzina.
Magari la tua amica di mail si è ispirata a questo romanzo ( LA VERITÀ SUL CASO HENRY QUEBERT) in cui fino alla fine si rimane col dubbio se quella ragazzina fosse l’innocente che sembrava oppure una maliziosa istigatrice esperta.
Se dici che lei scriveva in un certo modo allora credo che fosse una persona che leggeva anche tanto.
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Ha dimostrato, in più occasioni, di possedere un’enciclopedica conoscenza letteraria.
Però non ha mai fatto mistero di avere solo i libri come amici.
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E quindi ti citava spesso pezzi di opere che aveva letto e magari ti consigliava testi da leggere? Ma non ti ha dato mai il suo link su facebook e quindi non conosci neanche il suo nome vero? È stata davvero brava questa ragazzina. Non credi che sia troppo per una ragazzina? Vuoi dire che era una solitaria? Ma se lo fosse davvero come mai aveva tutte queste aspettative su divte come suo futuro fidanzato?
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Caspita che storia “fantasmosa”…poteva seguitare a scriverti avendola lasciata libera di frequentare altri. Anche solo per fare due sane chiacchiere, certo non idiote…. boh
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Appunto.
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Capisco.
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Che storia…
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Domanda ma le cose vere e semplici non esistono più o forse non sono mai esistite?
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In che senso vere e semplici?
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Reali e pulite
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Beh, questa non mi sembrava niente di compromettente, quindi si poteva considerare pulita.
Reale nel senso di fisica no, se non nelle emozioni espresse; ma, in fondo, anche nell’epoca preindustriale si comunicava a distanza, tramite corrispondenza cartacea.
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Quello che intendevo. Ma sull’altra parte, su di lei, non ci sono dati reali.
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In negativo?
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Sì. Mi sembra triste
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L’esito lo è stato, per me.
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Mi dispiace perché trovare qualcuno che corrisponde ai nostri sogni è davvero difficile se non impossibile
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è capitato anche a me, di innamorarmi di una persona soltanto attraverso le sue parole. la realtà poi ha distrutto tutto. ti capisco perfettamente
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Che poi, a me, nemmeno interessava approdare al reale.
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Reale come realtà.
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e forse, spesso, è meglio che ci teniamo care le ns illusioni
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È successo anche a me. L’errore è stato di crederlo reale. Invece era una proiezione dei miei sogni.
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penso che questo sia molto umano…
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eppure, a me è sembrato di leggere la sinossi di un romanzo della letteratura classica seppur trasposto in chiave 2.0
ma io son matta ^_^
bentrovato o benRitrovato, non so
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Magari scritto da Nabokov, tanto per ironizzare.
Grazie.
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veramente pensavo a qualcosa di un po’ più datato.
prego
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Mha’… vabbè.
(Sì sì lo so’ che l’abuso dei puntini ti scazza 😊)
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Noto una vena di disappunto (legittimo, per carità).
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Mi disturbano sempre questo tipo di comportamenti.
NB.Non so’ mi hai ricordato qualcuno 😊
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Il mio o il suo?
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Il suo.
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…dai sveglia…scrollati di dosso l’arte di idealizzare.
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Sì, è passata.
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…bravo, mica facile.
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