Dal punto di vista di una donna, la verginità femminile è un dono o una zavorra?
E per un uomo (parlo sempre di verginità femminile)?
Vi racconto la storia di quest’amica 33enne che ho frequentato per un po’ di tempo; sapevo che era vergine, ma non mi sono mai posto il problema perché non avevo intenzione di fare sesso con lei.
A un certo punto le salta in mente l’idea di provare a metterci insieme, così effettuiamo una “simulazione di relazione” (è più facile a fare che a spiegare).
Memore di una non proprio esaltante esperienza simile (ma, in quel caso, si trattava di relazione sentimentale vera e propria), dalle sue parole comprendo che non avrei avuto vita facile.
Utilizza spesso il termine “fare l’amore” anziché “fare sesso”, quindi capisco che, dentro di sé, cela uno tsunami di idilliache aspettative che, alla prima delusione, o si ammazza o ammazza me o entrambi.
L’ho messa di fronte all’eventualità che, dopo aver “fatto l’amore”, la relazione sarebbe potuta andare anche male, quindi io sarei diventato il diabolico malfattore della sua purezza violata.
L’unico modo sicuro che ho avuto per dimostrarle rispetto non è stato assecondare i suoi tempi (perché, in tal caso, avrei soffocato me stesso), ma dirle chiaramente che non avevo intenzione di essere il primo.
Se fossimo arrivati a quel punto, per me si sarebbe trattato di “scopare”, non di “fare l’amore”.
Non volendosi più accontentare nemmeno dell’amicizia, ha preferito troncare del tutto ogni rapporto.
Scelta che ho rispettato, così come lei ha dovuto rispettare me.
Avete idea di quanto sia mentalmente stressante, per un uomo, dover essere all’altezza di determinate aspettative, quando poi nessuna delle due parti in causa ha nemmeno in mente quale forma esse abbiano?
Perché bisogna trasformare il sesso in un evento epocale?
A volte è davvero meglio essere uno dei tanti e passare inosservato…
Un conto è essere due liceali, entrambi vergini, che partono dalla stessa linea di partenza: acquisiscono esperienza e scoprono azioni e reazioni insieme.
Quando un’adulta si aspetta ancora una relazione “adolescenziale”, però, sinceramente non riesco ad adattarmi.
È possibile che molti uomini godano a deflorare l’ignuda verginella, ma io non nutro tale desiderio.
Se proprio devo iniziare una relazione, preferisco farlo con qualcuna che proceda col mio stesso passo, accanto a me.
Con questo non voglio dire che me l’aspetto porca, assatanata e libidinosa; da questo punto di vista mi considero quasi all’antica.
Non mi eccitano quei rapporti violenti – anche se consensuali – dove si interpretano i ruoli padrona-schiavo/padrone-schiava o si utilizzano strumenti sadomaso.
A me interessa che lei sia mia complice in tutto e per tutto, quindi che capisca quando è lei a poter prendere l’iniziativa e che sappia lanciare segnali quando vuole che sia io a farlo.
Soprattutto me l’aspetto decisa: se vuole farlo si fa, se non vuole non si fa; non sopporto i forse che mi bloccano in una grigia incertezza.
Con una vergine come fai ad adattarti ai suoi ritmi?
Hai sempre il timore di commettere un errore irrimediabile.
Qualcuna me lo spieghi: a che serve preservarsi tanto a lungo?
Capisco che si voglia attendere la persona giusta, ma prima o poi gli ormoni premono, o no?
Fantasma nero
normalmente non giudico nessuno, ma a 33 anni mi pare un po’ strano che non si possano ancora aver avuto rapporti sessuali. Certo molto dipende dall’educazione ricevuta e dall’apertura mentale su questo aspetto importante della propria fisicità. Perchè tutto sommato, come accenni tu gli ormoni premono e a meno che non si sia fatto un fioretto (???) di rimanere vergini per l’uomo giusto (???) anche il corpo ha necessità di sperimentare e conoscere. Non dico di regalarla, però insomma, quale giovane non ha vissuto una storia d’amore così intensa da farci anche sesso? che poi sia durata o meno quella è altra storia, ma la vita la si deve vivere nel presente o attendere sempre il momento migliore ( ammesso che ci sia…)?
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Il problema è che più tempo passa e più aspettative si creano (e, quasi sicuramente, distruggono).
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infatti, si rischia di arrivare al rimpianto
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mah! il sesso è sesso, punto e basta, poi se ci si mette o no il sentimento son fatti personali…rimane il fatto che è una cosa animale e tale dovrebbe restare. Inoltre la visione idilliaca putrida e ristagnante della donna vergine e pudica c’ha veramente rotto! le donne fanno sesso come gli uomini, le remore morali, tabù ideologici, gabbie mentali, sono frutto di costrutti sociali di appartenenza che dovrebbero crollare, il corpo sente prova e cerca piacere, semplice e naturale! mi auguro che tutte, prima o poi, possano godere del proprio corpo liberamente!
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Probabilmente qualcuna si preserva per la ius primae noctis (che, a quanto mi risulta, potrebbe essere pure una bufala).
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33 anni vergine…beh c’è qualcosa che non va…e te credo bene che non hai voluto fare il primo…
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Giusto, ci vogliono entrambe le cose.
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Mica detto…però la ciliegina sulla torta c’è quando ci sono entrambe le cose (cosa tra l’altro assai rara)
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